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Rifugio Chiavenna – un’anno dopo

A distanza di un anno sono tornato al Rifugio Chiavenna, ai piedi del Pizzo Stella.

La giornata è molto meno soleggiata rispetto ad un anno fa, ma almeno si respira un po’. Quest’anno non vedevo l’ora di salire di nuovo al lago Nero posto 300m sopra al rifugio, l’anno scorso infatti era da poco entrato in fase di disgelo, con ancora molto ghiaccio/neve a coprirne la superficie.

Giugno 2014

Appena arrivati al rifugio decidiamo quindi di salire subito al lago in modo da essere di ritorno per il pranzo.

La situazione di quest’anno è a dir poco sconvolgente: il livello del lago è nettamente più basso (nell’ordine dei 10-15 metri) e  di neve quasi non vi è traccia.

Giugno 2015

L’inverno 2014 aveva portato tantissima neve, ma la differenza resta comunque abissale. Spero solo che questo bel lago non vada a scomparire.

Per il resto questa escursione resta sempre bellissima e adatta sia a chi ha poco allenamento sulle gambe sia a chi desidera qualcosa di più impegnativo (basta allungare l’itinerario fino al lago Nero o fino al passo dell’Angeloga per avere più di 1100 metri di dislivello).

Primi rododendri in fiore
salendo alla piana dell’alpe Angeloga
Pozza all’alpe dell’Angeloga
Lago e alpe Angeloga con il Rifugio Chiavenna sulla destra

Trovate il tracciato dell’escursione su GPSies.com:

GPSies - Rifugio Chiavenna e Lago Nero

Val Biandino in invernale

Settimana scorsa mi sono fatto una meravigliosa camminata alla scoperta della Val Biandino, una piccola valle laterale della Valsassina, alle pendici del Pizzo dei Tre Signori.

È stata anche l’occasione per mettere alla prova il mio nuovo acquisto, il “On Go Up 300 Walking” della Decathlon.

L’escursione parte dal centro di Introbio (585m slm), attenzione a dove parcheggiate, perchè quasi tutti i parcheggi sono con disco orario, io ho parcheggiato nel parcheggio tra via Vittorio Emanuele e via della Vittoria.

La giornata è splendida e ho modo di apprezzare la Grigna baciata dal primo sole

Alba sulla Grigna

La salita parte da via del Ceppo e dopo pochi metri inizia a seguire il corso del torrente Troggia, il quale mi accompagnerà fino all’arrivo.

Fino a quota 1000m di neve non  c’è nemmeno l’ombra, ma poi tutto diventa bianco. La neve è molto dura, quasi ghiacciata e in ben 3 tratti il sentiero è completamente coperto da vecchie slavine. In questi tratti sarebbero d’aiuto un paio di ramponcini, ma con la dovuta attenzione i rischi sono davvero minimi.

Attenzione al guado di uno dei numerosi ruscelli che si buttano nel Troggia, l’acqua sembra bassa, ma lo scarpone ci entra tutto senza problemi 😛 (fortunatamente l’ho tolto dall’acqua prima che questa potesse entrare…)

Guado del ruscello

La valle scavata dal torrente Troggia è molto stretta e suggestiva, voltandosi ci si rende perfettamente conto dell’incessante lavoro compiuto dall’acqua.

Dopo una scarpinata di circa 2h30′ a ritmo ben sostenuto finalmente la Val Biandino si mostra in tutto il suo candore. In lontananza è possibile vedere la struttura del santuario della Madonna della Neve con annesso rifugio.

La neve è davvero tanta e il paesaggio è incantevole

Il rifugio è proprio alla base di questo meraviglioso anfiteatro naturale che culmina con il Pizzo dei Tre Signori.

Il Troggia in mezzo a tutta questa neve si è scavato un vero e proprio canyon.

Tempo totale di salita: 2h45′ per un dislivello di 1028m.

La discesa segue lo stesso sentiero dell’andata e in 1h48′ sono di nuovo alla macchina.

Per godere appieno dei paesaggi consiglio di prendersela più comoda e di pianificare circa 3h30′ per la salita e non meno di 2h’00 per la discesa.

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