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Monte Confinale – Bivacco Del Piero e Lago della Manzina – Agosto 2013

Escursione un po’ datata (agosto 2013) ad uno degli innumerevoli laghi alpini presenti in Valtellina: il lago della Manzina.

L’escursione parte dal rifugio/albergo dei Forni sopra Santa Caterina Valfurva, a quota 2000m (attenzione, da quest’anno il transito per la strada che porta al parcheggio dei Forni è sottoposta a pedaggio).

Dal rifugio dei forni partono diverse camminate, tutte molto interessanti (sentiero glaciologico del Ghiacciaio dei Forni, rifugio Casati, anello rifugi Pizzini, Branca e Forni, passi Zebrù,…) e tra questi vi è anche il lago della Manzina, il bivacco Del Piero e il Monte Confinale.

Dal parcheggio si prende il sentiero che sale a sinistra (indicazione Lago della Manzina) e che curva decisamente verso sinistra (si esce infatti dal val Cedec per entrare nella valle della Manzina).

La prima parte dell’initerario sale abbastanza velocemente tra gli ultimi sporadici alberi, fino a giungere ad un largo sentiero che corre orizzontalmente verso sinistra.

La quasi totale assenza di pendenza ci permette di osservare gli ampi panorami che si aprono soprattutto alla nostra destra sul ghiacciaio dei Forni.

mentre alla nostra sinistra scorre un bel torrente

conclusa questa parte intermedia in falso piano parte una serie di tornanti molto brevi e molto ripidi che ci fanno guadagnare faticosamente quota, fino a portarci all’ampio pianoro che ospita il lago della Manzina a circa 2800m.

alle nostre spalle il pizzo Tresero domina la visuale, rispecchiandosi nelle acque del lago.

Per chi lo desidera, l’escursione può concludersi qui, infatti questo lago è meta di molti escursionisti, mentre per chi ha ancora energie è possibile proseguire seguendo le tracce di sentiero che si dipanano sulla sinistra del lago e che dopo una seconda rampa molto ripida, percorsa a zig-zag, portano fino al bivacco Del Piero a quasi 3200m

Il bivacco è posto in cima ad una bocchetta che separa la valle della Manzina dalla meravigliosa e lunghissima val Zebrù.

Una volta giunti al bivacco è d’obbligo proseguire fino alla cima del monte Confinale 3374m che si raggiunge seguendo prima la cresta e poi scavalcando diverse rocce aiutandosi un po’ con le mani.

La vetta vera e propria non è dove si trova la croce, ma poco oltre.

Dalla vetta il panorama è davvero notevole, spazia dalla val Zebrù alle 13 cime della valle dei Forni, fino al gruppo del Bernina.

Il bivacco Del Piero dalla cima del Monte Confinale

La prima parte di questa lunga escursione è alla portata di tutti, famiglie comprese, mentre dal lago fino al Monte Confinale è consigliata ad escursionisti un po’ più esperti.

Il giro del monte Confinale (un lungo trekking che può essere svolto in 3 o 5 giorni) è uno degli itinerari classici dell’alta valtellina e permette di visitare alcune tra le valli più belle e panoramiche di questa zona. Questo giro non prevede la salita in cima al monte, ma consiglio vivamente di metterla in programma, perchè il panorama che si gode dalla sua cima è uno dei migliori di tutta la valtellina.

Rifugio Laghi Gemelli – 21/09/2014

Terza uscita in 20 giorni! Questo settembre sta proprio andando alla grande. La tappa odierna è in Val Brembana, al Rifugio Laghi Gemelli1968m.

Si parte dal parcheggio adiacente il lungo lago dell’abitato di Carona 1113m (attenzione che la maggior parte dei parcheggi sono a pagamento, si può acquistare il biglietto presso il bar “Pineta” alla fine del lungo lago).

La giornata sembra perfetta, non si vede nemmeno una nuvola in cielo, la temperatura è abbastanza fresca (12°C) ma il sentiero parte subito forte, quindi ci si scalda in fretta. Il sentiero che seguiamo è il 211.

La prima parte del sentiero è tutta all’interno di un bosco in parte di caducifoglie in parte di conifere, il fondo è costituito da terra con vari affioramenti rocciosi, attenzione che c’è molta presenza di acqua, quindi le rocce risultano spesso scivolose.

Passato il tratto boschivo in cui si sale parecchio, fino a circa 1800m, si sbuca in un pianoro in quota, caratterizzato dalla presenza di numerosi laghetti di origine naturale, a cui sono state aggiunte delle dighe per ricavarne energia idroelettrica.

Questi laghi offrono scorci meravigliosi, ricchi di riflessi e ci accompagneranno per tutto il tragitto finale, anche oltre il rifugio.

Il rifugio sorge proprio di fianco alla diga dei laghi gemelli (in realtà ora i due laghi si sono fusi in uno solo). Da qui partono diverse escursioni, tra cui quella verso il passo di Mezzeno 2142m, che decidiamo di intraprendere.

In poco meno di un’ora siamo al passo, da cui si gode una bella vista verso il pizzo Arera.

Dopo un buon pranzo al rifugio il tempo inizia a guastarsi e inizia a piovigginare, per la discesa seguiamo quasi completamente l’itinerario di salita, ma al primo lago (Lago Piano Casere) compiamo una breve deviazione per raggiungere il Lago Becco (l’anello originale sarebbe un po’ più lungo, fino a raggiungere il Lago Colombo, ma visto il tempo decidiamo di accorciarlo).

Giunti al tratto boschivo inizia a piovere parecchio, e le rocce diventano molto scivolose, ma almeno gli alberi ci riparano un poco dalla pioggia.

Dati dell’escursione

Quota minima 1113m

Quota massima 2142m

Dislivello in salita totale 1130m

Tempo totale di cammino (pranzo escluso) 6.32 ore

Tempo di salita 3.11 ore

Tempo di discesa 2.35 ore

The Versatile Blogger Award???

Oggi ho ricevuto la notifica di un nuovo commento, da parte di http://coprecremo.wordpress.com/, il quale mi annunciava di essere stato “nominato” per il “Versatile Blogger Award”.

Cioè???

Cercando in rete le uniche informazioni che ho trovato rimandano a questo blog: http://versatilebloggeraward.wordpress.com. In soldoni questo “riconoscimento” sembra essere un’idea di un blogger che ha “inventato” un modo per pubblicizzare alcuni blog da lui ritenuti interessanti e degni di nota. È una specie di catena di Sant’Antonio Web 2.0 senza maledizioni e senza morti fulminee nel caso in cui si decida di rompere la catena… (a meno di della maledizione di Capitan Findus)

Vabbè, provo a stare al gioco e rispettare le regole:

  •  ecco i 15 blog che mi va di condividere con voi (in ordine casuale):
  1. http://ormesullasabbia.wordpress.com/ (per la pura poesia)
  2. http://www.simand.it/ (per gli infiniti spunti quando devo decidere dove andare a camminare in montagna)
  3. http://digital-photography-school.com/ (credo che il nome dica tutto)
  4. http://vivalafocaccia.com/ (per le meravigliose video ricette)
  5. http://sipronunciaaigor.wordpress.com/ (per i temi di attualità trattati)
  6. http://www.zerocalcare.it/ (semplicemente mitico)
  7. http://pollycoke.org/blog/ (forse il primo blog che ho seguito)
  8. http://sethgodin.typepad.com/seths_blog/
  9. http://500px.com/blog
  10. http://blog.flickr.net/en
  11. sarò poco social ma non riesco a pensare ad altri blog (e già per questi ci ho messo un paio di giorni)
  • ecco 7 cose che mi riguardano:
  1. il mio libro preferito è “Il Gabbiano Jonathan Livingston” di Richard Bach
  2. non ho una canzone preferita, al momento direi “Void of A Legend” di Antoniette Costa nella versione con Kevin Olusola
  3. salire verso la cima di un monte in solitudine lo considero uno dei piaceri della vita
  4. ho bevuto circa 150/200 birre differenti
  5. adoro Praga
  6. tra una metropoli super tecnologica e un paesino sperduto in mezzo alla natura scelgo senza ombra di dubbio il secondo
  7. ho fatto una fatica disumana a scrivere i primi 6 punti…

Remember the milk!

Immagine

 

Breve lista della spesa relativa agli argomenti che tratterò nei prossimi giorni/settimane/mesi (per non dimenticarmene):

  • Web development (drupal, javascript, css,…)
  • photoediting (Gimp, Luminance HDR, Hugin,…)
  • Raspberry PI (sempre che abbia il tempo di giocarci…)
  • Montagna
  • Fotografia
  • altro eventuale…

Fotografare i beni culturali: Italia vs resto del mondo

Domenica scorsa (26 settembre 2010) la provincia di Monza e Brianza ha organizzato l’evento "Ville Aperte", durante tutta la giornata è stato possibile visitare un totale di 61 siti di interesse culturale dislocati nel territorio della provincia. In particolare è stato possibile visitare attraverso visite guidate ville e palazzi che risultano essere normalmente inaccessibili alle persone comuni, un esempio su tutti, la Villa Reale di Monza.

Per essere sicuro di poter scattare liberamente delle foto agli interni, ho provato a contattare le pro loco locali. Ho iniziato mandando un’email alla pro loco di Monza chiedendo se era possibile fotografare gli interni della Villa Reale. Per non rischiare, l’email l’ho mandata 3 settimane prima della manifestazione. Dopo 10 giorni non avevo ancora ricevuto risposta, nel frattempo ho contattato anche il comune di Vimercate per chiedere la stessa cosa relativamente alle ville/palazzi dislocati nel suo territorio, ho contattato il comune perchè non sono riuscito a trovare un contatto della pro loco vimercatese (ammesso che esista). Questa volta in poche ore ho ricevuto risposta, e, per mia somma soddisfazione, la risposta è stata positiva: era possibile fotografare gli interni purchè senza l’uso del flash.

Iniziando ad essere abbastanza stizzito dal silenzio della pro loco di Monza, ho provato a ricontattarli, chiedendo spiegazioni e riallegando il messaggio originale di 10 giorni prima. Miracolo dei miracoli ho ricevuto risposta in meno di una giornata. Questa volta purtroppo la risposta è stata completamente negativa: non era possibile fotografare gli interni della Villa Reale né con flash né senza flash.

Ora mi chiedo: per quale motivo non deve essere possibile fotografare gli interni di un palazzo come la Villa Reale, mentre lo è per altri luoghi del tutto simili? Oltre tutto Monza non è nuova a decisioni del genere, qualche anno fa ho visitato il duomo di Monza ed il suo "tesoro" (nel duomo e nel relativo museo, sono presenti numerosi oggetti preziosi, come la famosa corona ferrea, la chioccia con i pulcini,…) anche in quell’occasione mi è stato impedito di effettuare fotografie, sia alla chiesa, sia ai vari oggetti preziosi.

Non avendo ricevuto nessuna spiegazione (in entrambe le occasioni) sul motivo dietro a queste decisioni ho provato a formulare qualche ipotesi:

  • L’amministrazione della Villa Reale di Monza si vergogna di far conoscere all’esterno lo stato di conservazione di un palazzo che in teoria potrebbe competere con la reggia di Versailles o il palazzo di Schonbrunn a Vienna. Le sale restaurate sono una manciata, tutte prive di arredamento, il resto del complesso risulta inagibile e in cattivo stato di conservazione.
  • Le fotografie sono vietate perchè l’amministrazione intende massimizzare i proventi derivanti dalla vendita di libri/cartoline o altro materiale fotografico. Potrebbe anche essere, peccato che, almeno in occasione dell’evento al quale ho partecipato, non c’era traccia di tale materiale.
  • Le fotografie sono vietate perchè danneggiano le opere d’arte… con il flash forse, ma credo che sia impossibile danneggiarle più di quanto già non siano danneggiate (tra l’altro c’è ben poco da danneggiare, di affreschi ce ne sono pochissimi, di arredo non c’è traccia, restano solo gli stucchi e la tappezzeria…). Vietando il flash il problema sarebbe comunque risolto, quindi non avrebbe senso vietare anche le foto senza flash.
  • Si vuole impedire che le foto vengano utilizzate per fini commerciali: basta richiedere un pagamento per le foto "professionali" lasciando libere le foto ad uso personale. Al limite potrei anche accettare un pagamento extra oltre al biglietto anche per le foto ad uso personale…
  • L’amministrazione della Villa Reale, e in generale dei beni culturali del territorio del Comune di Monza (vedi la mia esperienza con il duomo) ha una mentalità molto antiquata, che vede i beni culturali in maniera molto possessiva, come dire "ringraziami del fatto che ti concedo perfino di vederli…".

Io propendo per la prima e l’ultima ipotesi. Quello che mi fa arrabbiare è che l’amministrazione dei beni culturali del comune di Monza non riesce a comprendere gli effettivi benefici totalmente gratuiti che otterrebbe permettendo le riprese fotografiche dei suoi preziosi beni culturali. Possibile che non si siano mai chiesti perchè ad esempio a Versailles (dove ogni arrivano anno 3000000 di visitatori, addirittura 7000000 nel relativo parco) le foto non sono proibite? non sarà forse perchè ne traggono vantaggio?

Permettere ai turisti di fotografare un luogo d’interesse significa fare in modo che i turisti stessi diventino promotori del luogo d’interesse. Le fotografie dei turisti diventano locandine pubblicitarie che vengono mostrate agli amici/conoscenti dei turisti, invogliandoli ad andare a vedere con i propri occhi le stesse meraviglie catturate in fotografia. In questi anni di boom dei social network, le foto scattate dai turisti e condivise sui social network possono essere visualizzate da migliaia di altri utenti, rendendo la pubblicità ancora più di massa.

In Italia purtroppo questi ragionamenti non prendono piede a causa della diffidenza nelle nuove tecnologie (vedi ad esempio i problemi nella diffusione della banda larga), e come conseguenza molti siti di interesse restano sconosciuti ai più, sia in Italia, sia, ed a maggior ragione, all’estero.

Fortunatamente ci sono siti d’interesse di minor fama ma gestiti da persone di più larghe vedute che non ragionano secondo queste idee troppo tradizionaliste. A loro auguro di veder aumentare sempre più il numero di turisti, magari a discapito dei luoghi più rinomati ma gestiti da persone meno lungimiranti. Per il futuro non resta che sperare in un cambiamento di rotta, anche se, PURTROPPO, lo vedo molto difficile.

Nei prossimi giorni vedrò di pubblicare qualche scatto (ovviamente dei luoghi in cui era permesso farlo).