Biancograt

Val Roseg – agosto 2014

In attesa della prossima uscita scrivo qualcosa su una bella escursione della scorsa estate: la val Roseg in Engandina (Svizzera).

La val Roseg è una valle molto lunga che si snoda lungo il percorso del torrente Roseg, ricorda un po’ la val Zebrù, perchè è nettamente divisa in due: una prima parte quasi in piano molto lunga e immersa in un bosco ricchissimo di fauna e una seconda parte più ripida che conduce ai rifugi sotto il Bernina (Capanna Tschierva e Boval).

Il percorso parte dalla cittadina di Pontresina, dove si può parcheggiare in uno dei vari parcheggi a pagamento (il costo è di circa 8-10 franchi svizzeri per l’intera giornata), uno di questi parcheggi si trova nei pressi della stazione ferroviaria ed è adiacente all’inizio degli itinerari.

Ci sono vari itinerari possibili: si può seguire la carrareccia che passa vicino al torrente e che viene utilizzata anche dalle carrozze trainate da cavalli, oppure si può entrare nel fitto bosco di conifere stando a stretto contatto con la natura.

Consiglio vivamente questa seconda opzione, perchè la val Roseg è molto famosa per la “docilità” degli animali che ospita, infatti basta stendere il palmo della mano con sopra poche briciole di pane per ritrovarsi “sotto attacco” da un’infinità di pic

coli uccellini, e se si è particolarmente fortunati anche di scoiattoli rossi.

Addirittura non sono nemmeno necessarie le briciole, ho provato con mano che basta stendere le mani e restare fermi pochi secondi per diventare dei “posatoi viventi”.

Cincia mora
Nocciolaia
Coppia di cince more
Cincia dal ciuffo

Nel bosco non è difficile incontrare anche piccoli gruppi di caprioli o di cervi. In lontananza è ben visibile la mole del massiccio del Bernina (ancora non si vede la vera e propria cima) con i suoi enormi ghiacciai.

Al termine del bosco si giunge ad un grande pianoro pratoso con al centro il torrente e un hotel – ristorante. Da qui in poi iniziano i sentieri che portano ai rifugi. Sui pendii che circondano la valle non è difficile osservare branchi di camosci o stambecchi.

Seguendo il sentiero per la Capanna Tschierva, si resta sulla destra orografica del torrente e si inizia a salire in mezza costa tra ripidi prati, ora il cinguettio del bosco è sostituito dai fischi delle marmotte.

Dopo una breve sequenza di tornanti, ci si ritrova sul filo della morena glaciale del ghiacciao Roseg, che punta dritta verso il pizzo Bernina (la vetta maggiore del massiccio, 4050m)

La vista sulla cima e sulla famosa cresta “Biancograt” è favolosa

anche la vista sulla lingua glaciale alla destra della vetta.

Purtroppo il tempo inizia a scarseggiare, quindi non riesco a raggiungere il rifugio e mi tocca iniziare a scendere.

Per godere al meglio di questa escursione consiglio di dividerla in due giorni (magari pernottando in uno dei rifugi), in modo da poter ammirare con calma sia il bosco ed i suoi animali, sia il Bernina ed i suoi ghiacciai. Nel complesso il dislivello risulta inferiore ai 1000m (si parte da circa 1880m e si arriva ai 2580m della capanna Tschierva), ed è tutto concentrato nella seconda parte.

Non credo ci sia un periodo “migliore” per visitare la val Roseg, tutte le stagioni offrono viste mozzafiato e contatto diretto con la natura, quindi consiglio di tornarci più e più volte! Io non vedo l’ora di visitarla nella sua veste invernale!

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