Grigna Settentrionale

Grigna Settentrionale – Cresta di Piancaformia – 29/08/2014

La prima volta sulla Grigna Settentrionale è stato un disastro, in vetta eravamo avvolti dalla nebbia con visibilità zero. Quest’anno spero che vada meglio…

Partenza da casa alle 4.45, arrivo al parcheggio del Vo’ di Moncodeno (NB: a pagamento tramite gratta e sosta) alle 6.20. Il tempo sembra pessimo: cielo nuvoloso e umidità molto elevata, il sole deve ancora sorgere.

Alle 6.26 iniziamo a camminare seguendo le indicazioni per il sentiero 25 (la via della Ganda), dopo mezz’ora arriviamo ad un bivio e seguiamo per una ripida salita le indicazioni per il sentiero 19 (Cresta di Piancaformia).

Dopo pochi minuti giungiamo al bivacco/cappella dell’89ma Brigata Garibaldi (Bocchetta di Prada, 1626m). Ora ci ritroviamo in mezzo alla nebbia, tanto che non si vede minimamente la famosa Porta di Prada.

Continuiamo a salire a mezza costa con alcuni passaggi su roccia un po’ esposti e arriviamo alla Bocchetta di Piancaformia (1802m). Siamo ancora nella nebbia, ma il cielo sembra più chiaro, speriamo in bene…

Ignoriamo le deviazioni per i rifugi Bogani a sinistra e Bietti a destra e iniziamo la vera e propria salita in cresta.

Ora finalmente foriamo lo strato di nuvole e possiamo ammirare il cielo sereno ed il sole!

Sopra le nuvole
Salendo in cresta

Continuiamo a salire sempre in cresta, superando diversi passaggi su roccia un po’ esposti ma mai troppo complicati.

Un mare di nuvole

Prima dell’ultimo tratto di cresta, il sentiero si ricongiunge a mezza costa con la via della Ganda, fino a giungere al tratto finale attrezzato con un paio di lunghe catene.

In questo tratto non è ben chiaro se sia meglio salire con l’ausilio delle catene, su un fondo abbastanza liscio e spesso umido oppure se sia meglio salire sulle rocce poste più a destra, meno umide e più ricche di appoggi ed appigli per mai e piedi. Comunque in pochi minuti si è in cima, accolti dal rifugio Brioschi.

Cappella e rifugio Brioschi

Girando attorno al rifugio si arriva alla vetta vera e propria, sormontata dalla classica croce di vetta.

Croce di vetta

La vista è stupenda anche con tutte queste nuvole

La Grignetta emerge dalle nuvole

Per la discesa normalmente si opta per la via della Ganda. Anch’io ero intenzionato a seguirla, ma arrivati ad un cartello metallico con le indicazioni per il rifugio Bogani, vedo un sentiero poco più in basso e decido di seguirlo (pensando che si ricongiunga più avanti alla via della Ganda).

Questo sentiero, che una volta giunto al Bogani scoprirò essere un pezzo della via del Nevaio, attraversa uno degli angoli più selvaggi e inospitali della Grigna, un profondo canalone ricco di inghiottitoi e più o meno vasti nevai che ci permette di scendere rapidamente di quota tra sfasciumi e brevi tratti su roccia.

Stando attenti a prendere sempre il sentiero di sinistra nei vari bivi che incontriamo giungiamo dopo circa 1 ora al rifugio Bogani (1816m).

Dal rifugio seguiamo le indicazioni per Esino Lario e in poco meno di un’ora raggiungiamo il parcheggio.

Dati dell’escursione
Partenza alle 6.26
Tempo totale: 5.12 ore
Dislivello in salita: 1082m
Quota max: 2410m
Quota min: 1430m
Tempo di salita: 2.35 ore (3 ore totali per arrivare in cima)
Tempo di discesa: 2.03 ore

Altre foto sul mio set Flickr.

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