Moregallo

Moregallo da Valmadrera – 16/03/2014

A distanza di una settimana dalla mia ultima escursione invernale eccomi alle prese con la prima escursione estiva (viste le temperature odierne): da Valmadrera (fraz. Belvedere, 290m) alla cima del monte Moregallo (1276m) per il sentiero OSA 6 (E).

La macchina è possibile lasciarla in via S. Carlo Borromeo presso il piccolo parcheggio adiacente alla strada che si trova sulla sinistra pochi metri prima di un tornante. Da qui si imbocca a piedi la stradina sulla destra e dopo pochissimi metri si svolta a sinistra. Pochi metri dopo si trova l’inizio dell’escursione, segnalata da un grosso cartello con le indicazioni per diverse escursioni.

Il mio itinerario parte dritto e si immette in una strada con fondo di pietrisco, che dopo un paio di tornanti porta ad una piccola cappellina. Da qui si imbocca lo stretto sentiero sulla sinistra della cappella.

La prima parte del sentiero è caratterizzato da una alternanza tra falsi piani e rapidi aumenti di pendenza attraverso un bosco di caducifoglie. Il sentiero è ben marcato e il fondo è costituito principalmente da pietrisco. Ai lati si trovano dei muretti a secco.

Alle mie spalle, tra gli alberi, la pianura si sta svegliando.

Monte Barro avvolto dalla foschia mattutina

Dopo alcuni minuti di cammino si iniziano ad incontrare le tipiche “Casote” piccole casupole di pietra utilizzati come rifugi di fortuna e come depositi per i prodotti caseari. Quindi si arriva alla sorgente Sambrosera (716m) dove i sentieri si dividono: da un lato si può puntare a Pianezzo e al rifugio SEV, mentre dall’altra si sale verso il Moregallo.

A questo punto il sentiero si fa più ripido e impervio. Si iniziano a scorgere le prime pareti e guglie del Moregallo. Osservandole è facile capire perché molte persone lo chiamano “la piccola Grignetta”

Un mare di guglie

Dopo aver aggirato una parete ci si ritrova in pieno sole, con il Resegone sulla destra ancora al buio.

Resegone

Ora il sentiero diventa davvero spaccagambe. Si procede rapidamente a zig-zag tra roccette e sfasciumi, e si sale speditamente per un largo canalone, che via via si farà più stretto e terminerà alla Bocchetta Sambrosera (1192m). Da qui si possono finalmente ammirare le Grigne che stanno rapidamente perdendo il loro manto nevoso.

Grigne dalla Bocchetta Sambrosera

Per giungere alla vetta del Moregallo è ora possibile optare per un divertente sentiero di cresta (consigliato) oppure per un più tranquillo sentiero a mezza costa. In pochi minuti si arriva finalmente in vetta. Dove si vedono ancora poche tracce dell’ultima nevicata.

Dalla vetta (la vetta è segnata dalla statua della Madonna, la croce è qualche metro più in basso) si gode di un ottimo panorama sui Corni di Canzo e il rifugio SEV a sud, e sulle Grigne ed il Resegone a nord-est.

Corni di Canzo e SEV

Per la discesa si può seguire lo stesso sentiero dell’andata, oppure se avete più tempo potete chiudere il giro ad anello raggiungendo il rifugio SEV e quindi scendendo nuovamente a Valmadrera per il sentiero 7.

Dati dell’escursione:

Tempo totale (salita+discesa): 3:30

Dislivello in salita: 986m

Dislivello in discesa: 986m

Altitudine massima: 1276m (vetta Moregallo)

Altitudine minima: 290m (Frazione Belvedere a Valmadrera)

Tempo di salita: 1.51h

Tempo di discesa: 1.35h

Altre foto nel mio set su flickr.

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