I Canti: breve camminata tra la valle Imagna e la val Taleggio

Nelle ultime vacanze di Natale ho provato questa semplice e molto panoramica camminata alla scoperta di una piccola cima che divide la valle Imagna dalla val Taleggio: la Madonna dei Canti o “I Canti” (1563mt)

Pianoro sulla vetta

Per raggiungere questa località si parte dal comune di Fuipiano, e si lascia l’auto in via Milano nei pressi dell’acquedotto. Da qui si procede seguendo la strada asfaltata (che ben presto diventa sterrata) lasciandoci alle spalle l’inconfondibile sagoma del Resegone (il versante nord).

Versante nord del Resegone salendo a I Canti

Si entra quindi in un rado (almeno in inverno) bosco di caducifoglie fino a giungere ad una strada privata chiusa con una sbarra. Qui si imbocca il ripido sentiero che sale sulla destra per un brevissimo ghiaione e si inerpica per il fianco della montagna.

Al termine del bosco ci si ritrova alla base di un ripido pendio erboso che ci porta dritti verso la cima.

Ultimo strappo prima della cima

Dalla cima il panorama è davvero notevole: si passa dal Resegone e le Grigne a tutte le Orobie, fino al gruppo del Bernina e le vette della Valtellina.

Grigne

Per la discesa si può proseguire in cresta puntando verso est, percorrendo così un piacevole anello.

Scendendo dalla cresta

Tutto l’anello si compie facilmente in poco più di 2 ore.

Altre foto dell’escursione le trovate nel set dedicato sul mio account flickr.

Panettone artigianale: 4 anni dopo

No, non intendo parlare di un panettone preparato 4 anni fa.

In questo post voglio riportare alcune considerazioni sulla preparazione del Panettone con il lievito naturale, dopo 4 anni di preparazioni. Ho deciso di farlo soprattutto perchè i risultati di quest’anno (3 panettoni) sono stati tutti meravigliosi!

Panettone appena sfornato
Panettone appena sfornato

Partiamo innanzitutto dal lievito: il mio lievito naturale (qui come farlo e come conservarlo) ha ormai 4 anni, e lo conservo stabilmente in frigorifero, rinfrescandolo alternativamente una volta alla settimana o una volta ogni due settimane. In vista della preparazione dei panettoni/pandori, inizio a rinfrescarlo più spesso (una volta alla settimana), già a partire dall’inizio di dicembre (pensando di preparare panettoni e pandori intorno al 20 dicembre). La settimana prima lo rinfresco due volte di fila in questo modo:

  1. la sera lo tolgo dal frigo e lo rinfresco con le solite proporzioni
  2. anziché rimetterlo subito in frigo, lo lascio a temperatura ambiente tutta la notte
  3. la mattina dopo lo rinfresco di nuovo e lo rimetto in frigo.

La sera prima di iniziare ad impastare faccio più o meno la stessa cosa:

  1. lo tolgo dal frigo e lo rinfresco
  2. lo lascio tutta la notte a temperatura ambiente
  3. la mattina dopo lo rinfresco nuovamente, ma anziché rimetterlo in frigo lo lascio ancora a temperatura ambiente
  4. la sera inizio i primi impasti dei pandori/panettoni

in questo modo quando inizio l’impasto mi ritrovo con un lievito che è arrivato al massimo della forza (non è un problema se si è leggermente sgonfiato).

Impasto: la cosa più importante è sicuramente aggiungere con calma gli ingredienti. Non aver fretta di aggiungere un ingrediente prima che il precedente sia stato assorbito bene dall’impasto. Questo è particolarmente importante per la farina lo zucchero e le uova. Finché tutta la farina non è stata assorbita completamente, non si deve aggiungere lo zucchero. Finché lo zucchero non è stato assorbito completamente non si devono aggiungere le uova e così via…

Lievitazione: i tempi di lievitazione del secondo impasto sono estremamente variabili, dipendono decisamente da troppe incognite: temperatura, umidità, forza del lievito… la cosa fondamentale è infornare il panettone quando la lievitazione è al punto giusto, ovvero quando l’impasto esce leggermente dal pirottino. Quest’anno i miei panettoni in meno di 4 ore erano lievitati, mentre gli altri anni ci mettevano 6 ore e più!

Lievitazione ultimata
Lievitazione ultimata

Taglio a croce: per tagliare la croce sul panettone prima di infornarlo consiglio vivamente di utilizzare una lametta da barba. Fino all’anno scorso ho sempre utilizzato un coltello, ma ho sempre finito per schiacciare un po’ il panettone, quest’anno invece ho provato con una lametta ed è decisamente più facile!

Stampi: per ottenere un panettone davvero buono e cotto a puntino è fondamentale utilizzare i pirottini di carta, gli anni passati ho provato ad utilizzare gli stampi antiaderenti per panettoni (quelli a cerniera), ma il risultato non è comparabile, inoltre sono molto più comodi durante la fase di raffreddamento capovolti, perchè sono più resistenti della carta da forno tradizionale e il panettone vi aderisce meglio.

Cottura: benchè le ricette che si trovano in giro dichiarino temperature piuttosto elevate (200°C/190°C), con il mio forno la temperatura ideale è 175°C, allungando di circa 5 minuti la cottura (50 minuti in tutto). In questo modo la parte superiore non diventa troppo bruciata e secca.

Raffreddamento: per raffreddare i panettoni capovolti sono indispensabili degli aghi da maglia con cui perforare il panettone a 1/2 cm dal fondo. Mentre come supporti su cui adagiare il panettone consiglio due pile di libri (dizionari, antologie e mattoni vari…)

raffreddamento
Raffreddamento

Capodanno 2014: Resegone in invernale

Capodanno alternativo, o almeno lo credevo prima di vedere quanta gente avesse avuto la mia stessa idea…

Croce di vetta

Date le abbondanti nevicate del periodo natalizio e le previsioni meteo molto favorevoli ho deciso di farmi questa bella camminata in versione invernale.

Partenza ore 6.00 con destinazione parcheggio antistante la piazzola di decollo degli elicotteri dell’elisoccorso a Morterone, davvero degna di nota la salita in auto lungo la SP 63 di Morterone con vista spettacolare sulla città di Lecco e sul Lario ancora addormentati (peccato non essermi fermato a far foto…).

Arrivo al parcheggio, completamente ghiacciato, alle 7.40, 5 minuti per mettermi gli scarponi e aprire le bacchette e via… 7.45 inizia la camminata!

Dopo il primo ripido prato entro nel bosco, mentre le prime luci dell’alba illuminano le vette a nord, l’atmosfera è veramente fatata.

Alba

Dopo circa 30 minuti arrivo alle sorgenti Forbesette (1400 mt circa), ancora non si è visto nessuno, il silenzio è totale, l’aria gelida (circa -7°C), ma non c’è un filo di umidità, si sale davvero bene!

Dopo altri 15 minuti arrivo al limite del bosco, e inizio ad intravedere la croce di vetta: è ancora gelata!

La meta sembra vicina, ma la parte più dura deve ancora arrivare…

A questo punto inizia la ripida salita finale, che tra prati completamente innevati mi porterà in vetta. Il manto di neve inizia ad aumentare sempre più, poco sotto la vetta raggiunge circa 1,5mt.

1,5mt di neve

Ormai sono in cima, alle 9.05 in circa 1 ora e 20 minuti, il rifugio Azzoni e la croce mi accolgono!

Rifugio Azzoni dalla vetta del Resegone

Il panorama dalla cima in una giornata così serena è superlativo.

360° dalla cima

La discesa è rapidissima, anche grazie all’abbondante neve che copre tutte le asperità del terreno, in meno di 1 ora sono di nuovo alla macchina.

Se volete vedere le altre foto, questo è il set su Flickr.

Riepilogo dell’escursione:

  • Partenza in auto: 6.00
  • Arrivo al parcheggio (piazzola elisoccorso Morterone): 7.40
  • Partenza salita: 7.45
  • Arrivo in vetta: 9.05
  • Partenza discesa: 9.40
  • Arrivo al parcheggio: 10.40
  • Rientro: 12.15
  • Attrezzatura: scarponi e bacchette
  • Abbigliamento: maglia termica, micropile, softshell, cappello, guanti e scaldacollo
  • Note: SP 63 con presenza di neve/ghiaccio dalla forcella di Olino fino al parcheggio