L’opensource in aiuto alla fotografia digitale

Durante le queste ultime vacanze natalizie sono venuto a conoscenza di un progetto opensource (per la precisione GPL) che fa tanto comodo ai possessori di macchine fotografiche digitali Point and Shot (le normali compatte) Canon, in particolare la serie PowerShot.

Infatti la maggior parte di queste macchine non supporta alcune tra le funzionalità più amate dai possessori di ben più costose (soprattutto se si pensa al costo degli obiettivi) reflex, ad esempio la possibilità di salvare le proprie foto in formato RAW (ovvero senza perdita di informazione, cosa che succede salvando nel formato JPEG), oppure il bracketing (ovvero la possibilità di scattare automaticamente una serie di più immagini relative allo stesso soggetto, variando alcune caratteristiche, come l’esposizione o il fuoco), oppure ancora la possibilità di visualizzare l’istogramma dei livelli in real-time.

Grazie al Canon Hack Development Kit è possibile abilitare tutte queste funzionalità, senza spendere nulla e senza rischiare praticamente nulla (anche se gli stessi sviluppatori non garantiscono nulla). Questo software è un “firmware replacement” non persistente, cioè lo si installa sopra al firmware della propria macchina fotografica, ma basta spegnere la stessa macchina per tornare al firmware originale.

Per provarlo è sufficiente scaricare la versione corretta per il proprio modello di macchina e di firmware (sul sito del progetto è presente un esaustivo tutorial per verificare la versione del proprio firmware), copiarlo su una scheda di memoria, bloccare la scheda (sulle SD è presente una piccola levetta, tipo quella dei vecchi floppy disk), accendere la macchina fotografica in modalità Play (la modalità che permette di visualizzare le foto già scattate), effettuare l’upgrade del firmware e passare alla modalità di scatto.

Se la scheda di memoria  ha una capacità maggiore di 4Gb è necessario creare una partizione a parte, formattata in FAT16, di pochi MB (io l’ho fatta da 16MB), renderla avviabile e copiarci i file del CHDK.

Per formattare una scheda di memoria è possibile utilizzare un programma come GParted, oppure è possibile farlo da shell, tramite l’uso di fdisk (o cfdisk) per creare la nuova partizione e renderla avviabile, e poi utilizzare mkfs.msdos per formattare la nuova partizione, esattamente come si fa per creare una nuova partizione su un hard disk.

Nei prossimi post parlerò dei software per il pinguino con cui elaborare le nostre nuove e luccicanti fotografie.

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