Linux è poco usato perché è difficile? 1/2

Uno dei motivi più gettonati per cui Linux è poco diffuso è sempre stato la sua (presunta) difficoltà, o come si legge spesso: il fatto di “non essere ancora pronto” (cosa si intenda per “essere pronto” non l’ho mai capito).

Ma siamo davvero convinti di ciò?

Proviamo a pensare come funzionano le cose nel “mondo esterno” (come suona male!): individuiamo 2 categorie di utenti: l’utente alle prime armi e l’utente esperto.

L’utente alle prime armi

Di questa categoria fanno parte:

  • il padre di famiglia che ha deciso di informatizzarsi o vuole fare un regalo al figlio/alla figlia ancora in fasce,
  • il classico “so tutto io” che pronuncia in successione parole altisonanti rigorosamente in inglese di cui non conosce né il significato nè la pronuncia corretta e che probabilmente non sa neppure collegare il cavo dell’alimentazione al pc,
  • il trentenne che (beato lui) è riuscito a vivere fino ad ora senza un pc tra le mani (questa categoria contrariamente da quanto si possa pensare è molto numerosa).

Un utente di questa categoria si reca nel suo negozio informatico di fiducia (ovvero un centro commerciale o un negozio di qualche famosa catena), sceglie con cura “il” commesso che lo guiderà nell’acquisto, gli fa una decina di domande casuali (il “so tutto io” ne farà qualcuna in più), non capisce una parola delle risposte del commesso, gli fa un paio di domande banali del tipo “potrò andare in internet? posso stampare quello che scrivo?”, attende con fiducia la risposta “Sì, non c’è problema” e procede estasiato all’acquisto.

Arrivato a casa l’utente disimballerà il suo nuovo amico, collegherà tutti i cavi, chiamerà a sè tutti i suoi amici e parenti più stretti e, infine, premerà il bottone d’accensione.

Da questo momento in avanti l’utente cosa farà? Navigherà in internet, scriverà e leggerà email, utilizzerà una suite per l’ufficio, giocherà a qualche giochino (presumibilmente solitario/capo minato o simili), stamperà qualche documento, magari si azzarderà ad utilizzare qualche programma di IM.

Per qualsiasi problema si rivolgerà o al negozio dove l’ha comprato oppure a qualche amico/conoscente/parente più smaliziato.

Il lavoro di setup fatto direttamente dall’utente sarà pari a zero. Il pc era già stato preconfigurato, e per qualsiasi problema si rivolgerà a terzi… e secondo chi Linux non sarebbe pronto o sarebbe troppo difficile per questo compito???

Se ad un utente di questa categoria diamo in mano un pc con linux preconfigurato (come lo è windows), sul quale non sia necessaria nessuna operazione di setup, l’utente si troverebbe perfettamente a suo agio, perchè non farebbe altro che utilizzare quei 4/5 programmi che gli servono, programmi già presenti in qualsiasi distro, e quindi non dovrebbe nemmeno preoccuparsi dell’installazione… e quindi il lavoro di setup fatto direttamente dall’utente sarebbe ancora pari a zero.

Per qualsiasi problema si rivolgerà comunque a terzi (come nel caso di windows). Anche il problema dell’hardware non compatibile è presto superato: l’utente per qualunque acquisto si rivolgerà allo stesso negozio dove ha preso il pc, quindi potrà chiedere direttamente al commesso di turno, oppure si rivolgerà a qualche amico/conoscente/parente che lo guiderà nell’acquisto e probabilmente anche nella configurazione (come accade anche con windows). Poi per quanto se ne dica, l’hardware compatibile con linux è moltissimo, è molto più facile trovare hardware compatibile piuttosto che hardware non compatibile!

Conclusioni

Le parti di Linux più tecniche o se vogliamo difficili sono l’installazione e la configurazione, ma queste stesse operazioni risultano ancora tecniche e difficili anche sotto windows e vengono evitate a pie pari dagli utenti alle prime armi (anche windows richiede il partizionamento del disco, l’installazione di rete e via dicendo). Quindi partendo dalla stessa ipotesi di acquisto di un pc preconfigurato per un utente alle prime armi non c’è differenza tra windows e linux (anzi ci sarebbe tutta la questione virus&co…)

NB: tutte le situazioni ipotizzate si rifanno direttamente alla mia esperienza di “amico che ne sa un sacco di pc” come vengo spesso apostrofato da amici/conoscenti di amici/parenti di amici. Quindi non sono campati per aria ma hanno fondamenta reali

Nella seconda parte considererò il punto di vista di un utente esperto.

19 pensieri su “Linux è poco usato perché è difficile? 1/2”

  1. quoto in pieno, ma… c’è un ma.
    in questa categoria di utenti ci sono (e sono numerosi, direi 60%) quelli che installano qualsiasi cosa gli passi sottomano es. toolbar varie, programmi di filesharing sconosciuti, e altre roba che definire immondizia mi sembra poco. il tutto seguendo la filosofia del doppioclick-avanti-avanti-fine (cosa non possibile su linux perchè tali programmi girano solo su win). questo, secondo me, è il motivo che porta molti a dire che linux è difficile e usano un pc con win da formattare a mesi alterni.

  2. lo spunto della riflessione è interessante, ma il nocciolo principale è uno solo: Linux è poco usato perché nessuno lo conosce, e per nessuno intendo anche studenti di ingegneria informatica del poli (e purtroppo li conosco🙂 ) che al 2° anno ancora pensavano a Linux come qualcosa di “difficile”, roba da grandi Server…

    Quindi io punterei prima al marketing poi a tutte le altre questioni😉

    Che poi come dici tu una volta installato e pronto all’uso è facile da usare, l’esempio vivente è mio padre che sta imparando ad usare Xubuntu😀

  3. Concordo pienamente. Purtroppo le leggende metropolitane come il fatto che Linux sia troppo difficile, sono un retaggio di quando Linux era un pò meno user-friendly e come tutte le leggende metropolitane sono difficili da demolire. Quando cerco di convincere qualche mio amico almeno a provare Linux, spesso mi tocca sentire risposte tipo: “ah ma con Linux bisogna fare tutto da riga di comando”.

    Se solo la gente capisse che Linux non solo è alla portata di tutti ma evita anche agli utenti meno esperti di dover riportare il computer al rivenditore perché incasinato da virus, spyware e altre schifezze varie. Secondo loro Linux è difficile però dover formattare ogni X mesi il pc non gli crea problemi…

  4. Ciao
    ho letto il tuo articolo e devo dire che in gran parte sono d’accordo con te sul fatto che linux è potenzialmente utilizzabile da questi utenti. Restano però alcuni problemi:
    -il fatto che questi utenti magari nemmeno immaginano di poter usare altri sistemi operativi

    – il fatto che l’utente potrebbe voler comprare qualcosa per conto suo come giochi o qualche periferica e si accorgerebbe che da nessuna parte trova scritto sulla scatola “Compatibile con linux”. Il “so tutto io” sicuramente ogni tant prova a fare a meno del negoziante appunto perché crede di sapere tutto in quel caso ne rimarrebbe deluso perché nei negozi linux è quasi inesistente

    – assenza dei programmi che conosce. Per un utente di questo tipo potrebbe sembrare strano che i programmi proprietari che usava non riesci più a trovarli su linux.
    Con questo voglio dire che forse ad oggi il vero problema non è più la difficoltà del pinguino che ormai è forse persino più facile di Windows, ma al fatto che all’utente comune non importa nulla cambiare che di per sè è comunque un passo che richiede pur sempre qualche difficoltà. E’ soprattutto uno questione di mentalità e ci vorrà tempo per cambiarla. Intanto linux sta sicuramente crescendo.
    Complimenti per il blog

  5. @Francesco:
    secondo me non sono poi così tanti i malati del download, nella mia “carriera” ne ho conosciuti pochi che scaricavano “a caso”, gli altri sapevano (più o meno) quello che facevano. Cmq è una categoria da prendere in considerazione
    @Paso e killerofgiant:
    anche per me uno dei motivi VERI della scarsa diffusione di linux è il poco marketing, e per questo non posso che ringraziare Ubuntu
    @linux4life:
    quello che evidenzi tu è uno degli aspetti su cui io investirei molto in fatto di marketing, non è un vantaggio da poco fare a meno dell’assistenza ogni qual volta ti becchi virus&co
    @killerofgiant:
    hai ragione sul fatto che all’utente non importa cambiare, però credo che se il cambiamento fosse “embedded” nell’acquisto di un pc l’utente non avrebbe molto da ridire.
    Sul fatto dei programmi che conosce e che con linux non funzionano più, dipende molto dal singolo utente, a me sono capitati sia utenti che non hanno avuto problemi a passare a openoffice, firefox, mplayer,… sia utenti che volevano a tutti i costi continuare ad usare ms office senza sapermi dare un motivo valido.

  6. Io non sono molto d’accordo con la tua analisi… primo xke gli amici che conoscono bene linux non si trovano proprio da ohi parte, per non parlare di personale specializzato in grado di risolvere i problemi su linux con applicativi e hardware. Secondo l’hardware non è sempre possibile impiegarlo su linux, usare una tavoletta grafica, un ricevitore tv o altro hardware non proprio comune su linux è un’impresa non da tutti… e una persona che non ne capisce niente compra un pò “a caso” senza informarsi della compatibilità con linux. terzo: per un utilizzo casalingo non ci sono giochi di buon livello.. non tirate in ballo cedega e wine xke i giochi recenti hanno problemi e la qualità generale ne risente… e se uno ha una geforc 8800GTS e la usa solo x attivare compiz e giocare tuxKart è un pò uno spreco. Poi x linux ci sono tanti bei programmi e tanti giochi carini, ma a un neofita non si può chiedere di compilare il software,di verificare le dipendenze, e di certo non semplifica la cosa la presenza di vari tipi di pacchetti diversi e incompatibili (deb, rpm, …). L’utete neofita vuole “tutto e subito” ignorando il come e il perchè e windows avendo il dominio del mercato può offrire tutto ciò xke tutti si devono adattare a lui… Sulla storia che per linux non ci sono virus vorrei poi aprire un discorso a pare, perchè sfido chiunque a dimostrare che non si possono creare virus per linux!
    I motivi per cui non ce ne sono essenzialmente sono che:
    linux (come MAcOS) è usato da pochi utenti rispetto a windows, se si vuole creare un virus che colpiasca più gente possibile lo si scrive per il sistema operativo più utilizzato (cioè windows);
    fino a poco tempo fa era impiegato da utenza più esperta che evitava di aprire tutto quello che trovava e di usare sempre l’account di admin per ogni cosa, mentre su windows l’utente apre sempre di tutto senza pensare alle conseguenze;
    ma se linux conoscerà un’espansione sul mercato si vedranno anche i virus per linux, e li tutto dipenderà da come gli utenti si comporteranno con il proliferare di software maligno nel web.

  7. @fabio:
    condivido la maggior parte delle tue argomentazioni, però sono problemi esterni all’argomento del mio post.
    L’obiettivo del mio post era ridimensionare l’idea di linux “difficile”. Non era un’analisi completa del perchè linux è poco diffuso.
    Riguardo al primo punto, concordo pienamente.
    Riguardo al tuo secondo punto, la mia esperienza personale mi dice che un utente che non ne capisce niente non compra a caso incrociando le dita, ma si affida al “sapere” dei commessi oppure chiede a qualche amico, e ciò indipendentemente dal fatto che questo utente usi linux o windows. Ad esempio io sono stato chiamato in causa per ogni genere di acquisti: dalla stampante alla ram, dal mouse al router wifi, e poi ho dovuto anche installare questi componenti (su windows), per cui all’utente (alle prime armi), che l’installazione sia semplicissima oppure che sia estremamente complessa (come potrebbe essere quella di un adattatore dvb-t sotto linux) non gli interessa, perchè la delega a terzi di cui si fida.
    Riguardo ai giochi concordo pienamente, anche se io ai miei amici consiglio di prendersi una consolle per giocare perchè un computer usato per giocare lo vedo piuttosto sprecato.
    Riguardo ai formati dei pacchetti per linux, io ti posso dire che anche su windows vengo chiamato per installare un qualsiasi software (con installazioni Avanti-Avanti-Fine), per cui il problema potrebbe essere semplicemente ignorato da un utente alle prime armi.
    Riguardo ai virus, l’argomento è esterno ai fini del post, comunque hai pienamente ragione, anche se un virus su linux farebbe meno danni che su windows

  8. Marco Masini ancora non s’è tolto di torno la diceria che fa si lui un portasfiga.
    Questo la dice lunga sulla potenza delle “credenze popolari”.

    Di pari grado, i Sistemi GNU/Linux son visti come quelli dalla risoluzione massima impostabile a 800×600, che una volta collegata la stampante devi pregare 40 santi e 15 apostoli per fargli stampare il PDF dei redditi scaricati da emule.
    Insomma… Slackware e Red Hat di 8 anni fa.

    Di opinioni in linea con la tua ce ne sono moltissime, e posso anche aggiungere la mia.

    Ma, come sostiene giustamente Paso, c’è un dato importantissimo che hai trascurato nella stesura del post: il marketing.

    Ho acquistato un mese fa un notebook DELL.
    Sto ancora penando per poter ricevere il rimborso del Sistema Operativo preinstallato [mai attivato, subito formattato in luogo di una distro GNU/Linux].
    Parlando con il commerciale DELL, la sua azienda, così come molte altre, ha stipulato un accordo commerciale con la Microsoft, preinstallando a costo zero il Sistema Operativo di Redmond su tutti i suoi prodotti.
    In realtà il Sistema Windows non è gratuito, ma il suo prezzo è ben distribuito sul prezzo dell’hardware, facendo così credere all’ingenuo acquirente che il prezzo di Windows sia pari a zero.

    Questo per dire cosa?
    Che finché [soprattutto nel settore laptop] ci sarà un mercato non equo, con una sola azienda che detiene il monopolio del settore dei Sistemi Operativi, e con un atteggiamento ostruzionistico e arrogante da parte dei costruttori/rivenditori/assemblatori di hardware… Linux è ben lontano dall’imporsi anche su piccola scala.

  9. @fabio

    Il sistema di pacchetti deb o rpm che sia è molto potente e nettamente superiore agli exe. E non solo : è più facile da usare indubbiamente (nn bisogna nemmeno premere avanti avanti fine)
    Se ci restringiamo al discorso “linux non è difficile” comunque è ormai sempre più vero. Io uso linux da 5-6 anni e il cambiamento che c’è stato è abissale. E chi lo usa da prima di me sicuramente vedrà cambiamenti ancora più netti. Ci vuole ancora tempo ma pian piano linux si sta facendo strada.

    Sui virus poi è una discussione aperta e non è così scontato che una maggiore diffusione di linux (che come tutti sanno è diffuso sull’80% circa dei server) corrisponda per forza più virus per il pinguino. Non è così banale come sembra.

    Sull’hardware anche qui se è pur vero che esistono periferiche non supportate da linux è anche vero che anche su windows l’utente medio ha bisogno di consiglio e che windows non è esente da problemi hardware. Per esempio mi è capitato un lettore mp3 economico che su Windows XP Professional non ne voleva sapere di funzionare (ovviamente è fornito senza cd dei driver) ma chissà perché andava sulla Home Edition. L’ho messo su una Kubuntu e ha funzionato subito senza problemi. E non sarebbe la prima volta che casi assurdi del genere succedono.
    Altro esempio : l’adattore usb wireless che funziona meglio su kubuntu tramite ndiswrapper che su windows con lo stesso driver e il suo programma per gestirlo. Casi assurdi ma che ogni tanto si verificano. E in ogni caso sono solo alcune periferiche che non funzionano e col tempo verranno sempre più supportate

  10. Non amo windows, non amo linux…Mi piace avere tutto gratis—> ergo opterei per linux, mi piace molto giocare—> ahime devo scegliere Windows….
    Per parlare di sicurezza, sia linux sia windows fanno acqua…..
    Non esiste il sistema operativo definitivo! Allora linux è open source, ergo i codici sono alla merce di tutti—-> difatti i primi ROOTKIT sono arrivati per Linux prima che su Windows.
    Su linux esistono virus sconosciuti a pro…essendo il codice “aperto” il programmatore puo’ creare virus ad hoc per le distribution.
    Windows è il più diffuso al mondo —> il più diffuso ergo il più preso di mira, i bug su windows, si trovano ANCHE in linux, solo che in linux ve ne sono mediamente di meno.
    Finale: se dovete giocare dovete usare Windows, se invece volete essere davvero sicuri e PAGARE di sana pianta TUTTO HARDWARE E SOFTWARE.
    L’unica scelta è OS/2 WARP 4 o meglio ECOMSTATION.
    Non esistono virus, codice proprietario NON ESISTONO vulnerabilità conosciute ( e io ci lavoro nel settore), gli hacker non sanno neanche dove iniziare quando si trovano su Apache che gira sulla 80 e nmap -v -P0 -sV -O IP da come risultato Sistema operativo sconosciuto…
    Per cortesia chi non sa la riga che ho scritto non risponda neanche…..
    Ergo, dopo mesi di dibattito, ebbene si Il sistema operativo “sicuro” esiste.
    Quello che l’hacker non conosce—-Su x86 —> Ecomstation
    O BEOS, ma li non troverete un applicativo neanche a pagarlo..invece con Ecomstation, bene o male mozilla esiste flash gira, acrobat c’e’, antivirus pure ( sessioni dos) cloni di skype non lo so, IM compatibili minimali ci sono, programmi per vedere schede tv su BTB878 ci sono, bisogna comprare hardware compatibile…
    Semmai (ed è impossibile) Ecomstation dovesse prendere a sua volta grosse fette di mercato, diventerà anche lui degno di nota, e…magicamente, le falle usciranno se non una all’anno 7 all’anno …..e via via…Ricordate, non esiste il sistema operativo Definitivo, esiste il meno conosciuto.. e il piu’ conosciuto…e la via di mezzo….
    Cmq, se facessero API compatibili direct x 10.1 per linux….non ci penserei un attimo…passerei a linux..

  11. Linux è poco usato perchè difficile??? NO!!!
    Prendiamo il nostro utente alle prime armi, entra in una catena d’informatica, lascia giù 1000 e rotti euro (PC con vista, monitor, e stampante non spendi certo meno), Torna a casa e cosa fa???
    Gioca a solitario!!! Basta!!! Non può fare altro!!!Sconsolato chiede aiuto ad un amico, questo le dice “tranquillo!!! basta mettersi un antivirus e scaricarsi tutto quello che ti serve da un p2p, tanto non ti becca nessuno!!!” Risultato???
    Provare per credere, entrate in un qualsiasi centro di assistenza e chiedete quale sia la causa principale di così tanto lavoro, risposta? Emule!!! si proprio il supermulo venerato da milioni di utenti nel mondo, è la causa principe delle loro rovine!!!
    Certo se il nostro utente alle prime armi avesse sentito parlare di Linux, avrebbe fatto qualche domanda in più, avrebbe scoperto che con il pinguino avrebbe avuto tutti i programmi per lavorare, navigare, divertirsi e non solo… gratuitamente, che gestire ed aggiornare tutto il sistema era più semplice con linux, che con i soldi risparmiati dalle licenze ed in parte anche dal hardware poteva comprarsi una xbox od una PS3 (o magari donarli a una distro!!!).
    Poteva, si certo poteva, se avesse sentito parlare di Linux!!!
    La questione è tutta qui e vi spiego il perchè:
    3 mesi fa sono entrato dal mio rivenditore informatico di fiducia, comprai un videosplitter della matsuyama, mentre ero alla cassa in attesa di pagare vidi sulla confezione accanto ai loghi di windows e mac un simpatico pinguino e la scritta Linux, mi ricordai di averne già sentito parlare come difficile os quasi una decina di anni prima; chiesi al rivenditore:
    1) È difficile usare Linux?
    No!
    2) Quanto mi costa Linux?
    È 100% gratis!
    3) Avast funziona su Linux?
    Nessuno usa antivirus su Linux!
    Bingo!!!
    In poche settimane ho scoperto che Linux è più semplice da installare, da gestire, d’aggiornare, più stabile, più bella e 1000 volte più “usabile” di sua maestà Windows!!!
    La gente semplicemente non lo sa, come non sapeva che la terra era tonda e che girava intorno al sole!!!
    L’hardware non compatibile è un problema??? Oggi senz’altro, ma se domani mattina Linux avesse il 10% del mercato mondiale questo problema non esisterebbe più!!!
    Root, linee di comando, sorgenti etc… cose da smanettoni!!! agli utenti non interessano.
    La fortuna di Linux è solo nelle sue mani, o nelle sue zampe!!!
    I Linuxiani devono capire che i loro sforzi compiuti in tutti quest’anni sono davvero serviti, che il loro prodotto è il migliore sul mercato, che i tempi sono quelli giusti, ma non ci saranno altre occasioni più prolifere di questa, ma che dovranno essere perfetti se vogliono veramente portare Tux sul tetto del mondo!!!
    Non solo con il marketing, anche senza soldi scambiare servizi con pubblicità gratuite mi sembra una strada da seguire con attenzione…Inoltre basta pensare a cosa può fare linux per lo Stato Italiano, certo è inutile pensare che i nostri politici si interessino di softwear libero, non lo faranno mai perchè loro pensano a ben altro (coca colombiana, trans brasiliani…) bisogna puntare altrove, dove i soldi mancano veramente: scuole, piccoli enti pubblici, semi pubblici, privati… come fatto a Bolzano, dove con il solo open office risparmiano 1 milione di euro l’anno ma si può fare molto di più!!

  12. Invece checchè ne diciate Linux rimane ancora un sistema ostico e non adatto a tutti.

    I metodi d’installazione prevedono parecchio uso della riga di comando. I comandi poi sono arabo puro.

    Con Win 2 click e hai installato.

    Ecco perchè Linux non si difonderà mai e sarà usato sempre da 4 gatti.

    Per non parlare poi della mancanza di software “seri” giochi e drivers.

    W Windows. Paghi ma almeno è facile e si può usare

  13. @Carlo:
    non voglio tentare di convincerti a cambiare idea, però ci sono alcune cose che dici e che non corrispondono più alla realtà (erano vere fino a qualche anno fa):
    _l’installazione di ubuntu (per esempio) è molto più semplice di quella di Windows, non vorrei dire una fesseria ma sono solo 7 click.
    _l’installazione dei programmi su ubuntu (sempre per esempio) è più semplice di quella su Windows: infatti si tratta di selezionare il software e cliccare su installa, ovvero un solo click, e non devi neppure andare a scaricarti manualmente il software, perchè ci pensa lui automaticamente
    _di programmi “seri” ce ne sono moltissimi: blender, gimp e inkscape per la grafica (blender viene usato per realizzare film d’animazione, quindi è SERIO); apache, tomcat come web servers e application servers, thunderbird e firefox per navigare e per le email; mysql, postgresql come database, ecc. ecc.
    _sui giochi invece hai sicuramente ragione, e questa è certamente una grande limitazione per la diffusione di Linux, visto che il mercato dei videogiochi è molto influente.

  14. ciao a tutti, sono un utente normal di Pc, per circa 4 mesi ho usato Ubuntu, mi piaceva più di Winzoz ma…. se hai bisogno di utilizzare programmi particolari come: IRAP 09 (UNICO 09 esiste), Juris Data, Tariffe Forensi… non si può combinare nulla. Ho provato PlayOnLinux, Wine e le complicatissime VirtualBox, niente da fare.
    Se invece si vuole utilizzare una internet key su Ubuntu 9.04? Auguri!
    Ho acquistato una Huawei E169, non va, non esiste e non viene riconosciuta, dopo mille tentativi si collegava ma ogni 3 secondi cadeva la linea!
    L’Alcatel x200? peggio che andar di notte, non andava né su Windows Xp nè su Ubuntu, pareggio.
    Giocare? Impossibile con Ubuntu!
    PlayOnLinux fa quel che può.
    Il settaggio di Ubuntu é difficile per un neofita, mancano i fonts dei caratteri Win tipo Times New Roman, Arial e tanti altri, mancano le pach per Divx ed Mp3 perché formati proprietari.
    Insomma…. il pronlema più grande non é la Diffusione perché tutti i miei conoscenti hanno provato Ubuntu o altra distro come Puppy ma la sentenza é sempre la stessa: COMPATIBILITA’ assente o quasi con Hardware quali Internet Key, modem router WiFi, stampanti e quant’altro.
    Tanti conoscono la facilità d’uso di GNU/Linux Debian ma gli stessi attendono una buona compatibilità con accessori e servizi on-line quali i programmi fiscali.
    Ad maiora.

  15. Beninteso che compatibilità a parte, Ubuntu é una bella realtà, peccato che non sia alla portata di tutti trascorre circa 1 ora per configurare correttamente i driver di un pennino WIFI Netgear W3G, oppure creare una VirtualBox, settare correttamente Wine e quant’altro.
    Ubuntu 9.04 nasce completo ed in 700 MB contiene già parecchi programmi, gli stessi che puoi avere con Windows: Gimp per le foto, openOffice per l’ufficio, Abiword, Evolution come client Email, Network Manager (dovrebbe aiutare le connessioni ad internet ma… non é sempre così!) insomma, una volta impostata la scheda video (minimo 3 o 4 tentativi per settare una Nvidia) poi la creatura prende vita e si nota come la macchina abbia prestazioni esaltanti.
    Ubuntu comunque va bene per lavorare in ufficio o per un uso normale casalingo escluso per i giochi.
    Per un uso adeguato in ufficio é fondamentale un dual-boot o una Virtual Machine (x esperti).
    I benefici saranno: zero cali di prestazioni, no deframmentazione dei file, facilità di disinstalalzione/installazione dei programmi.
    Svantaggi, poca compatibilità con gli accessori, gli acquisti van fatti con molta attenzione, peggio che con Vista dei primi tempi, Assenza di tecnici informatici disposti ad intervenire sui software, Forum in cui non sempre si trovi chi é disposto ad aiutarti.

  16. io uso solo linux (per la precisione arch) e sono favorevole che tutti lo usino.
    è vero che ubuntu ormai è molto piu facile da usare, c’è tutto, ma bisogna essere realisti: l’utente medio non usa il pc come detto sopra, ma molti vanno a cercare programmini e cose divertenti (compresi i giochi).
    su linux magari ci sono, ma non sempre è facile trovarli. per quanto riguarda i giochi ci sono anche per linux, ma non sono come quelli per windows, dai.. non prendiamoci in giro.
    il fatto di scrivere “sudo apt-get install” per installare un programma, o usare un gestore dei pacchetti secondo me la gente non lo accetta, anche se è molto piu facile. Secondo me la gente non lo accetta per questi motivi….

  17. Il problema e la consolle dei comandi e la compilazione dei sorgenti che non va in linux perché al momento della compilazione c’è sempre qualcosa che non va, quanto alle guide sono poche quelle esaustive, la maggior parte è scritta superficialmente come se tutti fossero utenti esperti di Linux per uno alle prime armi dovrebbe essere spiegato passo passo con esempi chiari e non con comandi generici. Nessuno nasce professore o sbaglio? Perciò se i programmi si trovano in pacchetti .deb o.rmp tutto va bene perché basta cliccarci sopra ma se bisogna compilarli da sorgente è un disastro completo.
    Parlo di distribuzioni friendly quali Ubuntu e Mint, perché se prendiamo debian non ci si raccapezza niente è un casino tremendo. Ormai uso Ubuntu da più di un anno e sono diventato abbastanza esperto con la consolle ma tant’è che non sempre si riesce a compilare un pacchetto ed ad installarlo senza rotture. Si windows è nettamente superiore a Linux proprio per questo, nella semplicità che non ha molto Linux, ed è questo che la gente vuole oggi semplicità e non complicarsi la vita inutilmente. Perciò Windows su e Linux giù. La stabilità però è nettamente superiorea quella di windows in questo caso Linux molto su e windows molto giù.
    Senza contare i tempi lunghi di installazioni di alcuni software da sorgente una volta completato il passaggio make, windows fa sempre la parte del leone. Se fossero prodotte versioni pacchettizzate in deb o rpm eliminando la rogna dei sorgenti Linux sorpasserebbe Windows di parecchio ma fino ad allora niente da fare.

    1. più che la compilazione dei sorgenti, il problema è che ci sono troppe distribuzioni con strutture dei pacchetti diverse, quindi uno sviluppatore software spesso si limita a rilasciare i sorgenti nudi e crudi il classico tar.gz o tar.bz2, mentre windows è uno solo, quindi uno sviluppatore può star tranquillo che il binario compilato sul suo pc gira su tutti i pc con la stessa versione di windows.
      ti assicuro che la compilazione di un software da sorgenti è un casino anche su windows!
      riguardo alla shell, non credo che un utente alle prime armi ne abbia bisogno (dubito che un utente alle prime armi abbia bisogno di un software non distribuito insieme alla sua distribuzione, e quindi abbia bisogno di compilarlo a mano), anche in windows, un utente normale non si ritroverà mai ad utilizzare il prompt (dove tra l’altro i comandi sono documentati molto peggio rispetto a linux), quindi non vedo come un qualcosa di negativo il fatto di avere una shell sì complessa, ma anche molto potente.
      riguardo al make (ovvero la compilazione vera e propria) il tempo necessario è dovuto alla dimensione e complessità dei sorgenti ed all’hardware a disposizione, compilare openoffice su windows richiede ore e ore proprio come su linux

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